Il progetto Mozambico - tappa #2
19/5/2011 | Padova. Lunedì 16 maggio sono state presentate
le versioni definitive dei vari progetti Mozambico sviluppati a gruppi dagli studenti del secondo
anno. Questo momento è stato il punto conclusivo di un lavoro durato alcuni mesi e di cui vi
abbiamo già fatto conoscere la fase di sviluppo.
SECONDA
FASE
Stessa filosofia di base, ma diverse interpretazioni emergono dalle proposte finali degli
studenti. Per esempio, c’è chi ha pensato di andare
oltre il
design ’classico’, ossia provando nuove sperimentazioni senza porre vincoli economici,
mantenendo comunque i piedi per terra (con forme ricercate ma alla portata realizzativa del Settore
di Produzione Scolastica di Carapira). Altri invece hanno voluto dare meno spazio a forme precise,
concentrandosi maggiormente sulla
cultura del
Mozambico.
I prodotti sviluppati sono soprattutto
mobili e arredi scolastici; ogni gruppo ha preparato un suo catalogo: banchi,
cattedre, tavoli da laboratorio, sedie per studenti e per professori, sgabelli, librerie, armadi,
cestini...
I vari gruppi hanno studiato e presentato questi prodotti sotto i loro diversi
aspetti. Anzitutto andava considerato ciò che realmente poteva essere realizzato
dall’officina/falegnameria, sia dal punto di vista lavorativo sia sotto quello dei materiali. Quelli
adottati, infatti, sono principalmente legno e ferro.
Ogni gruppo ha poi studiato le
modalità di realizzazione dei prodotti, mostrando nei loro rendering la fattibilità
delle forme e le tipologie di giunzione delle varie parti (per esempio con sistemi a incastro o
modulari), proponendo anche modelli concreti fatti con le loro mani.
Dal
punto di vista estetico, due sono state le vie intraprese: da una
parte il richiamo e la rappresentazione della cultura del Mozambico (con i suoi Musiro, makonde,
tessuti batik e capulana...), tradotto per esempio in alcuni moduli, componibili per essere
facilmente trasportabili dai turisti e facilitando l’esportazione; dall’altra parte la cultura
occidentale, visibile per esempio nella proposta di una collana di 5 libretti dedicati ad
altrettanti designer e un sesto libretto che diviene catalogo dei prodotti, progettati rispecchiando
lo stile dei 5 designer internazionali presentati (da Prouvé a Nakashima, da Molin a
Risom).
Vi sono anche
strategie alternative che
alcuni gruppi hanno sviluppato nei loro progetti. Tra queste:
- la valorizzazione dell’infanzia
mediante giochi educativi, come lettere e numeri in legno colorato da incastrare tra loro per
comporre parole (in inglese) o puzzle in legno con parti del corpo umano e animale. Questi giochi
sono di facile realizzazione da parte del Settore di Produzione Scolastica e di sicura
utilità per la popolazione.
- la realizzazione di prodotti innovativi adatti al popolo
mozambichiano, come un focolare in ferro, uno zaino per il trasporto della legna e un ’fog catcher’
per la raccolta di acqua potabile sfruttando la condensa mattutina.
- la progettazione di mobili
per la casa, come letti, lampade, tavoli, poltroncine, cassettiere...
- l’installazione di centri
di primo soccorso per diminuire le enormi distanze tra centri abitati e ospedali. Oltre a una
maggiore salute, vengono favoriti così nuovi rapporti umani e nuove
economie.
EPILOGO
In Mozambico capita spesso che vengano manomessi i cavi che
distribuiscono la rete Internet. E’ successo negli ultimi mesi, in cui è stato difficile
mettersi in contatto con
Fratel Giovanni Luigi Quaranta, il
responsabile della scuola. Il metodo più sicuro rimane il telefono. Contattato e messo al
corrente della conclusione dei progetti da parte degli studenti SID, ha commentato: «
Sono curioso di vedere i vostri progetti, e voglio invitarvi qui da noi per il prossimo
luglio.»
Scopriremo presto se l’intero progetto si concluderà con la visita in
Mozambico alla Escola Industrial de Carapira.
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