La speciale tecnica porta a grandi risultati in tempi brevi
15/5/2012 | Padova. Parliamo oggi di una tecnica che consente di
colorare i pellet plastici rivestendo ogni granulo vergine con uno strato di colore superficiale ben
aderente al substrato. È un processo che evidenzia alcuni vantaggi rispetto ai sistemi tradizionali
di colorazione delle materie plastiche. Ecco il perché.
Carta
d’identità
Nome:
Tecnologia di colorazione materie plastiche
Famiglia:
Polimeri, Trattamenti Superficiali, Tecnologie
Caratteristiche tecnico-funzionali:
- Cangiante
- Trasparente
- Iridescente
- Isolante
elettrico
- Riciclabile
- Resistente agli UV
- Idoneità contatto
alimentare
- Isolante termico
Rispetto al processo che prima integra master
colore nel polimero fuso e poi ri-trafila la mescola ottenendo granuli colorati, questa tecnica
evita la fusione del granulo e quindi la degradazione,
seppur parziale, del polimero, mantenendo intatte le proprietà meccaniche e ottiche della
resina di partenza.
La tecnologia di rivestimento superficiale permette di ottenere una
distribuzione più omogenea del colore e una
perfetta
compatibilità del colore con la base plastica.
Altri vantaggi di questa
tecnica? Sicuramente uno è quello di poter colorare anche bassi volumi di materiale plastico
senza dover sottostare agli elevati lotti minimi richiesti dai produttori.
È possibile colorare
granuli di tutti i polimeri, in
tempi brevissimi, dalle
cosiddette “common plastics” (PE, PP, PS...) ai materiali più tecnici (ABS, Blends, PA
6-66-11-12, PBT, PC, PET, PMMA, POM, PSU, SAN, TPE...), anche caricati o additivati.
Vengono
sviluppate anche formulazioni particolari per contatto alimentare, secondo le normative europee e
statunitensi in vigore. È a disposizione un’
ampia gamma di
colorazioni che vanno da quelle tradizionali alle metalliche, perlescenti, trasparenti e
cangianti.
A cura del Matech
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