23
mag
2013
ETR 200 di Giuseppe Pagano - Scheda 4
ETR 200 di Giuseppe Pagano - Scheda 4
100 Anni di Prodotto Italiano: un viaggio nel design
PADOVA.
Nome: Treno ETR 200
Anno: 1936
Designer:
G. Pagano
Azienda: Ansaldo Breda
L’aerodinamica in ferrovia: lo
studio della linea aerodinamica e degli spazi interni dell’ETR 200 nascono dalla
collaborazione tra azienda produttrice, Breda, e l’utilizzatore del prodotto, Ferrovie dello
Stato.
(pdf, 4.1 MB)
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17
mag
2013
Moka Express di Alfonso Bialetti - Scheda 3
Moka Express di Alfonso Bialetti - Scheda 3
100 Anni di Prodotto Italiano: un viaggio nel design
PADOVA.
Nome: Moka Express
Anno: 1933
Designer:
A. Bialetti
Azienda: Bialetti
L’icona del caffè: questa
caffettiera ottagonale di ispirazione futurista rappresenta da oltre sessant’anni uno standard
tipologico. È stata venduta in più di 250 milioni di esemplari.
(pdf, 3.0 MB)
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10
mag
2013
Tavolo in vetro di Pietro Chiesa - Scheda 2
Tavolo in vetro di Pietro Chiesa - Scheda 2
100 Anni di Prodotto Italiano: un viaggio nel design
PADOVA.
Nome: Tavolo in vetro
Anno:
1932
Designer: P. Chiesa
Azienda: Fontana
Arte
Trasparenza senza tempo: un prodotto caratterizzato da un’estrema
pulizia formale, ricco di fascino ed etereo come l’aria.
(pdf, 2.6 MB)
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3
mag
2013
Lampadario 0024 di Gio Ponti - Scheda 1
Lampadario 0024 di Gio Ponti - Scheda 1
100 Anni di Prodotto Italiano: un viaggio nel design
PADOVA.
Nome: Lampadario 0024
Anno:
1932
Designer: G. Ponti
Azienda: Fontana Arte
Tradizione e
innovazione: in questa lampada di Gio Ponti il fascino della tradizione artigianale si sposa con il
primo moderno design italiano.

(pdf, 3 MB)
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3
mag
2013
100 Anni di Prodotto Italiano: un viaggio nel design
100 Anni di Prodotto Italiano: un viaggio nel design
La storia del design italiano in 100 schede da collezione
PADOVA. Cento Anni di Prodotto Italiano illustra come l’industria del nostro Paese
abbia saputo rispondere con originalità ed efficacia alla sfida dell’innovazione, ed esprime
l’attenzione di Scuola Italiana Design verso la formazione e la diffusione della cultura del design
e dello “stile italiano”.
Ogni settimana proporremo la scheda di uno dei
100 prodotti della memoria: meglio, cento prodotti “testimonianza” del contributo che il progetto -
o forse sarebbe meglio dire il disegno industriale e la produzione di serie - ha dato alla
qualità della vita del 20° secolo appena concluso.
Cento prodotti indicati e
selezionati da una moltitudine di persone che hanno imparato non solo a riconoscerli, incontrandoli
quasi ogni giorno sui percorsi quotidiani, ma che hanno inserito/incasellato tra i ricordi quelli
che sono andati a contestualizzare un momento della propria vita.
Il nostro obiettivo
è quello di avvicinare e far apprezzare tutti quei valori progettuali, estetici e funzionali
dei prodotti e del design italiano, che hanno decretato il successo e la diffusione della
nostra
cultura industriale nel mondo.
CREDITI
- Progetto Editoriale e
coordinamento: Massimo Malaguti e Giorgio Pellizzaro
- Progetto Grafico: Lisa Pravato - SID
creActive Lab
- Testi: Massimo Malaguti
INDICE DELLE 100
SCHEDE
- Lampadario 0024 di
Gio Ponti
- Tavolo in vetro di
Pietro Chiesa
- Moka Express di
Alfondo Bialetti
- Treno ETR 200 di Giuseppe Pagano
- 31 maggio
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2
mag
2013
Saloni 2013 | Fuorisalone, grandi designer al Vondom
Saloni 2013 | Fuorisalone, grandi designer al Vondom
Ito, Lovegrove e Novembre esplorano il mondo dell'outdoor
MILANO. Tra gli eventi della recente Design Week milanese non vanno trascurati gli
appuntamenti serali del FuoriSalone. Abbiamo l’opportunità di mostrarvi alcuni scatti
interessanti di uno di questi, Vondom.
Grandi designer hanno dato il loro
contributo alla realizzazione di questo evento, che ha avuto luogo il 9 aprile presso Termemilano,
vicino a Porta Romana. Party, cocktail e conferenza stampa sono stati i momenti centrali verso la
scoperta di un
nuovo concept del mondo dell’outdoor.
Nelle
immagini:
- foto 1: VASES collection, designed by JMferrero
- foto 2: BIOPHILIA
collection, designed by Ross Lovegrove
- foto 3: UFO collection, designed by Ora
Ito
- foto 4: PEA COCK collection, designed by Eero Aamio
- foto 5: F3 collection,
designed by Fabio Novembre
- foto 6: ADàN collection, designed by Teresa
Sapey
- foto 7: PILLOW collection, designed by Stefano Giovannoni
Per le foto
si ringrazia: Valentina Romani, studentessa 2° anno
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30
apr
2013
Saloni 2013 | L'ufficio diventa spazio abitativo
Saloni 2013 | L'ufficio diventa spazio abitativo
Gli alti e bassi del SaloneUfficio 2013
MILANO. All’interno del Salone del Mobile di Milano viene organizzato a cadenza
biennale il SaloneUfficio, ovvero l’appuntamento fieristico specializzato per il mondo dei mobili
per ufficio. L’edizione del 2011 era la prima dopo un profondo rinnovamento del concept espositivo
ma subiva il peso del predominio della fiera concorrente, Orgatec di Colonia.
Il
SaloneUfficio ha tentato di proporre concept sempre più legati alla visione culturale e
sistemica dell’ambiente ufficio. Il tema dell’edizione 2011 era “Ufficio Fabbrica Creativa” ma di
creativo le aziende in fiera non ci avevano mostrato un gran che. Con l’edizione 2013 il
SaloneUfficio mette in campo rinnovate energie e risorse di qualità, proponendo il tema
“
Ufficio da abitare”.
Icona di questo nuovo tentativo di rilancio è il progetto
“Office for living” curato da
Jean Nouvel, un allestimento dal carattere museale che racconta
il mondo dell’ambiente ufficio visto con gli occhi del grande Architetto e Designer francese, che ha
alle spalle numerose esperienze di workplace design, anche con aziende italiane. L’allestimento
è ben curato e le soluzioni d’arredo sono molto attuali, in particolare viene intercettata
l’esigenza sempre più presente di
ricavare spazi di lavoro all’interno di architetture
nate per altre funzioni, come ad esempio un vecchio appartamento in centro città, la stanza
studio di casa nostra, un capannone industriale. Viene esplorato anche il tema del posto di lavoro
dinamico e personalizzabile, ancora una volta analizzandone le connotazioni culturali piuttosto che
tecniche.
Nomi di prestigio quali
Michele De Lucchi,
Ron Arad,
Marc Newson e
Philippe Starck propongono il loro personale ideale di spazio ufficio e infine vengono
esposti pezzi storici di design dell’arredo ufficio.
Le aziende, alleggerite dal peso di
dover presentare novità tecniche e di prodotto (cosa pressoché impossibile considerata
la vicinanza con Orgatec dello scorso ottobre), possono concentrarsi nel proporre novità di
sistema e di lettura culturale dell’ambiente ufficio, seguendo una traccia, ovvero il progetto
“Office for Living” di Jean Nouvel, sicuramente
più forte ed efficace rispetto al
precedente tentativo con “Ufficio Fabbrica Creativa”, risultato troppo tecnicistico nella precedente
edizione.
Il risultato nelle esposizioni delle aziende è spesso declinato
semplicemente nel proporre accanto alla tradizionale zona operativa anche la
zona riunione
informale e la zona relax/privacy, soluzioni sempre più “di moda” negli attuali progetti
di workplace design, ma non mancano esempi più complessi ed empatici di
sperimentazione
sistemica e culturale nell’affrontare l’ambiente ufficio contemporaneo.
In generale il
SaloneUfficio è evidentemente concentrato su due fronti principali, ovvero rendere
l’esposizione appetibile ad un
pubblico più ampio, fatto anche di non addetti ai
lavori, e proporre ai professionisti soluzioni integrate di
contract avanzato, anche
attraverso la collaborazione tra più aziende. Questi due obiettivi sembrano raggiunti, in
particolare il primo grazie all’allestimento di carattere museale curato da Jean Nouvel e alla
vicinanza con il Salone Satellite, sicuro collettore di interesse, il secondo grazie all’attenzione
sempre più costante da parte delle aziende a due temi importanti per proporre soluzioni
integrate, ovvero illuminotecnica e acustica.
Recuperata la
lettura del presente,
quello che manca ancora al SaloneUfficio è una visione sul futuro. Mancano analisi e
sperimentazioni su fenomeni di workplace in rapida evoluzione come il coworking/nomadic working da
un lato e dall’altro proposte di supporto alla digitalizzazione avanzata della Pubblica
Amministrazione e dei grandi enti con esigenze operative e amministrative più
tradizionali.
Le aziende preferiscono non rischiare, proponendo soluzioni operative
trasversali e soluzioni informali direttamente ereditate dai trend dell’arredo casa.
In
conclusione questo SaloneUfficio recupera senza dubbio parte del terreno perso in passato e si
ripropone in una
veste potenzialmente interessante, rimanendo tuttavia imbrigliato nelle
paure e nelle incertezze della crisi, che hanno sottolineato le difficoltà di un settore che
tradizionalmente, in particolare in Italia, non brilla per visione culturale e
strategica.
Per saperne di più:
Alessandro BarisonImmagini: Ufficio Stampa Cosmit
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29
apr
2013
Saloni 2013 | Ecco il nostro magazine speciale!
Saloni 2013 | Ecco il nostro magazine speciale!
Report, interviste, opinioni: scarica la tua copia personale
PADOVA. Ciò che è stato raccolto al Salone del Mobile 2013 da SID
Pills e dagli studenti di Scuola Italiana Design è ora pubblicato nello speciale mag che
abbiamo realizzato per l’occasione. Buona lettura!
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17
apr
2013
Saloni 2013 | L'intervista integrale a Daniele Lago
Saloni 2013 | L'intervista integrale a Daniele Lago
Il designer ha parlato con gli studenti SID in fiera a Rho
MILANO. Incontriamo Daniele Lago nello stand della sua azienda. Attorniato da mille
persone, tra cui riconosciamo Marco Columbro che non perde occasione di visitare il Salone del
Mobile.
Daniele, cos’avete fatto quest’anno per il
Salone?Quest’anno abbiamo fatto un sacco di cose: abbiamo spaccato Lago in tre
location, la prima è lo stand dove presentiamo i nuovi prodotti e le partnership legate
all’interior.
Che tipo di nuovi prodotti?Non più
solo mobile: per esempio, ci siamo allargati anche ai rivestimenti. Abbiamo realizzato una carta da
parati che sembra illuminata dalla luce, dove in realtà è lei a simulare l’entrata
della luce. Presentiamo inoltre una collezione di oggetti per cui abbiamo coinvolto un network di
artigiani nazionale.
E le altre location quali
sono?Intendo l’appartamento Lago in zona Brera, dove facciamo 2 workshop e lo
trasformiamo in una sorta di laboratorio: da una parte artigiani e maker costruiscono ogni giorno la
collezione di object, dall’altra lanciamo una community di architetti a livello
internazionale.
Ai giovani designer e agli studenti che idea vuoi
trasmettere?Per me fare design significa avere un’idea del Mondo, quindi i
ragazzi devono capire che mondo vogliono in termini prospettici. Da lì partono poi tutte le
riflessioni che si fanno per giungere a processi, prodotti e servizi.
Tanta
cultura e un’idea globale di come funziona il mondo?Consiglio sempre di scavare
dentro di voi e di capire veramente cosa volete fare da grandi. In un momento di crisi, specie in
termini storici, credo sia fondamentale riuscire a ripensare l’intero mondo. Il resto sono
dettagli.
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26
mar
2013
20 anni 20 domande | Federica Fulici
20 anni 20 domande | Federica Fulici
“Ironia ed essenzialità nella mia ricerca di gioielli in oro autoprodotti”
VENEZIA. Federica Fulici è una dei diplomati SID del primissimo Master in Design Industriale,
organizzato da Scuola Italiana Design nel 1991/1992. L’abbiamo raggiunta per farci raccontare
cosa fa oggi e in particolare sul suo progetto “Abbassa la Cresta”, sviluppato nel
2008.
1. Nome e cognome?Federica Fulici.
2. Progetto
presentato?Anello in oro “Abbassa la Cresta”.
3. Un tuo pregio?La
curiosità.
4. Un tuo difetto?Una latente inquietudine.
5.
Film/libro/software/genere preferito?“Le vite degli altri” è il film. Poi, come libro
sicuramente “Il Muro” di J.P. Sartre. Un software su tutti: Rhinoceros.
6. Viaggio da
fare?Quella che viene chiamata Oceania Lontana di cui fa parte la Micronesia.
7.
Dove vivi e lavori ora?A Venezia, come sede principale.
8. In che anno ti sei
diplomata a SID?Era l’anno di fondazione della scuola, quindi caratterizzato dall’entusiasmo
delle nuove avventure e della sperimentazione.
9. Un aneddoto vissuto in SID che ricordi
con piacere?Sono passati molti anni, ma posso raccontare che un’amicizia nata durante il
corso mi ha portato a vincere Young&Design nel 1992. Un compagno di corso mi affidò il
progetto di un nuovo Porta CD che doveva rinnovare la produzione della sua azienda di complementi
d’arredo.
10. Scuola Italiana Design per te... in tre parole!L’inizio di un
percorso avventuroso. Arrivavo da una laurea in architettura. La Scuola mi ha permesso di passare
“dalla città al cucchiaio”; in quel periodo mi occupavo di sistemi urbani
all’Università.
11. Un consiglio a quelli che la Scuola la stanno vivendo
adesso?Non abbandonare mai la ricerca e lo studio, ricordando che Design non è mai
performance fine a se stessa.
12. Una domanda provocatoria: perché il tuo progetto
è più bello degli altri?Perché è il risultato di una ricerca
personale sul concetto generale di “gioiello” e perché la semplicità della
composizione rimanda ad un’idea di “preziosità” che è data dalla qualità del
progetto e dal pensiero che lo produce.
13. Ma di cosa si tratta? Dillo come se lo dovessi
spiegare a chi non ne sa niente di niente.Non si tratta di un oggetto tecnologicamente
complesso, ma di un “anello”, elemento decorativo per il corpo, quindi tipologia di facile
comprensione. E’ un’unica fascia che, deformandosi, rende formalmente continui la parte decorativa
ed il supporto.
14. Ora rispiegalo cercando di convincerci all’acquisto in massimo
10 parole.E’ un oggetto facilmente portabile (il rapporto con la mano è stato
verificato dal progetto), e poi è in oro, che come sappiamo, è sempre un investimento
sicuro!
15. Come ti è venuta l’idea per sviluppare questo
progetto?“Abbassa la cresta” fa parte di una collezione di gioielli che rientrano tutti in
un medesimo filone di ricerca da me intrapresa qualche anno fa. Mi interessava indagare il mondo del
design del gioiello individuando le peculiarità che ne segnano la distinzione dal Gioiello
d’Arte. Ciò ha prodotto una serie di oggetti caratterizzati da una certa essenzialità
nel segno, ma anche da una certa ironia nel messaggio, che credo appartenga alla mia
personalità.
16. L’hai dedicato a qualcuno?Non a qualcuno in
particolare, ma il nome si presta a qualche ironico riferimento.
17. Che effetto ti fa
essere tra i 40 top designer SID 1991-2011? Naturalmente, essere Top fa sempre
piacere!
18. Prossimo tuo progetto in cantiere?Mi sto occupando di apparecchi
radianti. Settore inedito che presenta interessanti margini di progetto.
19. Siamo quasi
al termine: dove andrai appena finito di rispondere a queste domande?In Micronesia,
naturalmente.
20. Una massima o una citazione per chiudere a effetto?Mettiamo in
pericolo le nostre certezze.
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