loading...
Lingua Language
       
Progetti Case histories

Punto Informazione

Corso di: Modellistica

SID Pills

19 giu 2014 Alice e Deborah: SID è per chi vuol mettersi alla prova

Alice e Deborah: SID è per chi vuol mettersi alla prova

Intervista doppia esclusiva alle diplomate più meritevoli del 2014

PADOVA.  Due tra i 45 diplomati SID dell’ultimo anno di studi hanno ricevuto i premi riservati agli studenti più meritevoli del Master in Design Creativo.




Si tratta di Alice Pellizzon e di Deborah Xausa. Le abbiamo intervistate per tracciare con loro un bilancio dei 3 anni di studi in SID... e i loro sogni per il futuro!







Know more:



Vai alla notizia | Link to this news

13 mag 2014 Kengo Kuma: Materiali naturali per l'Olimpiade 2020

Kengo Kuma: Materiali naturali per l'Olimpiade 2020

L’architetto protagonista di una lectio magistralis a Verona

VERONA.  Kengo Kuma e la sua Lectio Magistralis “Power of Place” a Verona organizzata da Veronafiere tra le attività culturali legate a Marmomacc.



Kengo Kuma è un architetto giapponese molto legato alla trasformazione creativa e poetica dei materiali.

Le sue opere in pietra sono espressione di un dialogo: da un parte il paesaggio e le sue linee, dall’altra l’uomo, la sua economia e la sua tradizione. Il filo comune porta i nomi di rispetto, conoscenza, territorialità e passione. Nel suo intervento, Kuma si è soffermato soprattutto sul suo rapporto con la pietra come materiale.

Qual è il suo rapporto con la pietra?
Questo tipo di materiale è in grado di trasmettere un senso di calore, non solo strutturale, ma anche umano. Quando scelgo la pietra, intendo trasmettere il mio sentimento di relazione e unione con gli altri, attraverso l’impiego di un materiale che profonda calore, come è appunto in grado di fare la pietra naturale.

In Giappone collaborerà alle strutture della prossima Olimpiade 2020: con quale idea progettuale?
Sono stato interpellato per iniziare a lavorare su alcuni progetti, per i quali prevedo un utilizzo il più ampio possibile di materiali naturali. C’è un motivo. Alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964, Kenzo Tange fece largo impiego del calcestruzzo: a quell’epoca il Giappone viveva un periodo molto florido, di espansione economica, mentre ora viviamo tempi di crisi, siamo in una situazione totalmente opposta.

Ecco perché io mi voglio “allontanare” dall’elemento cemento e utilizzare materiali assolutamente naturali, per fare in modo che il visitatore delle Olimpiadi riesca a cogliere a pieno lo spirito del Giappone in questo particolare momento storico.

Un richiamo alla cultura e tradizione del suo Paese?
In Giappone stiamo assistendo a una tendenza verso il passato e verso l’utilizzo di materiali naturali e propri del territorio. Personalmente ho un forte legame con la pietra, ne ho fatto ampio utilizzo nelle mie opere: sono solito utilizzare quella ricavata dai distretti in cui viene coltivata, solo così riesco a creare il giusto equilibrio tra il costruito e l’esistente.



Vai alla notizia | Link to this news

8 mag 2014 I maggiori designer italiani di oggi si raccontano

I maggiori designer italiani di oggi si raccontano

Le speciali interviste realizzate durante il Salone del Mobile 2014

MILANO.  Una preziosa iniziativa degli organizzatori del Salone del Mobile: un’intervista ai più prestigiosi designer della scena italiana contemporanea.



La questione del ricambio generazionale, la globalizzazione, i nuovi trend del design: una sequenza di interventi dai progettisti più affermati ai giovani emergenti.
(cliccando su “PLAYLIST” in alto a sinistra del video, potete scorrere rapidamente da un’intervista all’altra)




Non occorrono altre parole, qui sopra potete seguire le interviste a (nell’ordine):
  1. Luca Nichetto
  2. Donata Paruccini
  3. Aldo Cibic
  4. Giovanni Levanti
  5. Lorenzo Damiani
  6. Carlo Contin
  7. Paolo Ulian
  8. Giulio Iacchetti
  9. Fabio Novembre
  10. Silvana Angeletti & Daniele Ruzza
  11. Gabriele Pezzini
  12. Paolo Rizzatto
  13. Antonia Astori
  14. Odoardo Fioravanti
  15. Ivano Vianello
  16. Antonio Citterio
  17. Rodolfo Dordoni
  18. Ferruccio Laviani
  19. Piero Lissoni
  20. Nicola De Ponti
Siete d’accordo con le loro affermazioni?



Vai alla notizia | Link to this news

7 mag 2014 Un design a 360°... ma anche oltre!

Un design a 360°... ma anche oltre!

BEST OF DESIGN WEEK 2014: zona Tortona

MILANO.  Ultimo report dalla Design Week 2014: ecco cosa rimarrà maggiormente impresso di zona Tortona. E voi, siete d’accordo o avete altre cose da proporre?



Leggi anche:

TORTONA COME CROCE E DELIZIA: PERCHÉ?

Zona Tortona è un contenitore non solo di design a tutto tondo, ma anche di moda, arte, creatività. Tortona è certamente la zona più conosciuta del Fuorisalone. Oltre ad un gran numero di visitatori, ammassati sulle scale del ponte sulla ferrovia, questa condizione di celebrità porta a concentrare molte realtà espositive interessanti e di spessore, ma anche una moltitudine di inutilità.

ECOMMERCE. DESIGN INDEX. PIANOFORTI.

Le location Superstudio restano i nodi nevralgici di Zona Tortona, anche se nel complesso perdono un po’ di incisività rispetto alle passate edizioni. Da segnalare tra gli spazi espositivi di Superstudio la presenza del progetto design di Ebay, non particolarmente riuscito nell’allestimento, ma di sicuro interesse dal punto di vista strategico. Nei capannoni ex Ansaldo è protagonista un’interessante rassegna di progetti selezionati per il Design Index di ADI.

Tra i grandi marchi presenti in Zona Tortona da segnalare Peugeot e il suo progetto Onyx, caratterizzato dall’utilizzo di fibre di carbonio con materiali molto contrastanti tra loro, dal legno alla pietra lavica. Di particolare impatto in particolare l’allestimento del pianoforte Peugeot, da brividi.

MODA. ELETTRODOMESTICI. ARREDAMENTO.

La location giapponese Tokyo Imagine è fortemente caratterizzata dalle sensazioni sottili di arte e moda, mentre l’esposizione Samsung Flows a palazzo Zegna incuriosisce con la forza solida degli esplosi reali di elettrodomestici di consumo. Tra le location più affascinanti e curate da segnalare Moooi, che sottolinea la poetica dei suoi oggetti d’arredo con allestimenti delicati e grafiche coinvolgenti.




Testo e immagini: Alessandro Barison



Vai alla notizia | Link to this news

6 mag 2014 Tanti generi e linguaggi per il design dell’oggetto

Tanti generi e linguaggi per il design dell’oggetto

BEST OF DESIGN WEEK 2014: zona Ventura Lambrate

MILANO.  Con la penna di Alessandro Barison, continuiamo il viaggio tra le maggiori aree della Design Week milanese 2014. È il turno di Ventura Lambrate e dei suoi prodotti.



Leggi anche:


LE TANTE FORME DI UN UNICO PROTAGONISTA

Se a Brera il protagonista è principalmente il marchio, a Ventura Lambrate lo è l’oggetto, in molteplici modi. Dalle piccole aziende agli artisti, dai giovani designer agli artigiani, dai makers al 3D printing on demand, a Ventura Lambrate le parole d’ordine sono sperimentazione, individualità, collaborazione.

Attraverso autoproduzioni e piccole serie, Ventura Lambrate si riempie di innumerevoli oggetti, non sempre semplici da codificare, evidenziare, raccontare. Un caos organizzato, fatto di grande coerenza nella proposta generale e nell’organizzazione, ma anche di grande confusione di generi e di linguaggi espressivi.

VETRINA DI SCUOLE E DI ITALIA

Ventura Lambrate è anche il palcoscenico prediletto dalle scuole europee di arte e design per esprimere nuove sperimentazioni, nuove percezioni, possibilmente nuovi talenti.

Da segnalare infine la cura espositiva del Padiglione Italia con la ricerca “disfunzione mediterranea” focalizzata in particolare sull’errore quale elemento di plusvalore dell’oggetto.




Testo e immagini: Alessandro Barison



Vai alla notizia | Link to this news

5 mag 2014 Nella tana del design e del branding

Nella tana del design e del branding

BEST OF DESIGN WEEK 2014: zona Brera

MILANO.  La città di Milano durante la design week si trasforma in un grande contenitore di creatività e in una grande occasione di visibilità. Come insegna l’intricato mondo del web, essere su internet non significa automaticamente essere visti, ed essere visti non significa automaticamente interessare a qualcuno.



Leggi anche:

ESSERE NOTATI, ESSERE INTERESSANTI?

Milano durante la design week è come la rete internet, è brulicante di connessioni, individui, storie. Individuare le cose più interessanti non è facile, disturbati da un rumore di fondo che confonde le idee, un rumore fatto di ingenuità e malizia, di oggetti inutili e di oggetti ammiccanti, di oggetti travestiti da design.
I tre gruppi di location più importanti del Fuorisalone milanese sono Brera, Tortona e Ventura, ognuna con una propria personalità.

UNA ZONA PER DISTINGUERSI

La zona Brera è prima di tutto la zona delle showroom dei più importanti marchi di arredo e design. Vetrine tirate a lucido, allestimenti speciali per la design week, eventi esclusivi, zona Brera è un grande campionario di flagship stores e di operazioni di branding.

In Brera a parlare sono i marchi, che emanano la loro forza alla ricerca di empatia con visitatori, progettisti, rivenditori, clienti. I brand dell’arredo e del design si misurano tra loro e si sfidano, alla ricerca della massima distintività.

6 SEGNALAZIONI 6

  1. Via Brera è anche l’indirizzo dell’Appartamento Lago, casa base delle numerosissime attività del brand Lago in questo Fuorisalone 2014, tra le quali i community table, zone di free coworking dislocate nelle zone calde della design week.

  2. Tra le location più interessanti di zona Brera spicca Palazzo Clerici, con una selezione di espositori molto raffinata, in particolare Formafantasma.

  3. Il brand automobilistico Lexus propone l’esposizione Design amazing con un opera luminosa di Fabio Novembre, con un opera dinamica creata da un gruppo di ricerca del MIT statunitense e con Nao Tamura che emoziona con un opera ispirata a Calder.

  4. Interessante anche la ricerca spaziale e grafica di Nendo per il fashion brand COS.

  5. Tra le esposizioni più rilevanti nelle zone adiacenti a Brera da segnalare la ricerca sempre arguta di proposte interessati da parte dello spazio Rossana Orlandi e la nuova esperienza nel furniture da parte del fashion brand Hermes, che nella spettacolare cornice di Palazzo Serbelloni propone con Michele De Lucchi i suoi nuovi oggetti per il contract di lusso.

  6. Nasce anche un nuovo piccolo distretto, denominato Le 5 Vie, caratterizzato soprattutto dalla valorizzazione del quartiere attraverso collaborazioni tra commercianti, marchi del design, designer. Qui l’allestimento senza dubbio più curioso e chiassoso è quello di Martin Baas al Garage Sanremo, circense e spiazzante.




Testo e foto: Alessandro Barison



Vai alla notizia | Link to this news

29 apr 2014 Questa casa non è un albergo

Questa casa non è un albergo

BEST OF DESIGN WEEK 2014: il Salone del Mobile

MILANO.  Volendo descrivere in poche parole le sensazioni vissute a Milano in questo Salone del Mobile 2014, potrei dire: «Questa casa non è un albergo.»



Le aziende hanno infatti privilegiato proposte indirizzate principalmente a due mondi vicini ma paralleli, ovvero la casa e il contract, entrambi sempre più da vivere e sempre meno da mostrare.
Leggi anche:

SENSAZIONI DA VIVERE A CASA

La casa museo ormai è definitivamente scomparsa e ha lasciato posto alla casa esperienziale, living e cucina si fondono sempre di più per regalare spazi da condividere con gli ospiti a tutto tondo.

Parafrasando Andy Warhol, “in futuro chiunque sarà protagonista di un cooking show”, perlomeno tra le mura di casa. La zona notte e il bagno sono sempre più scrigni di serenità e benessere profondo. Benessere da custodire e da gustare lontano da occhi indiscreti, nella massima intimità.

IL BIANCO E IL NERO

Colori e materiali sono caldi, confortevoli, ritorna il piacere per l’uso del marmo, da abbinare in particolare con il legno. La parola d’ordine è comfort, soprattutto acustico. Le linee degli imbottiti sono morbidamente geometriche, sono dolci ma non casuali, ricercate, proporzionate e disegnate.

Il bianco è ancora onnipresente, ma soltanto in singoli oggetti, immersi in atmosfere ovattate di colori caldi, accompagnati da rinfrescanti dettagli pastello.
Il colore nero non fa più paura e ritorna protagonista con molti altri colori dai toni raffinati, come i dettagli color senape, oppure il viola e l’orchidea, forse in omaggio del colore dell’anno Pantone.

Le strutture prediligono il traliccio e la sezione tonda, sia nel legno che nel metallo. Le linee strutturali sono minimali, con volumi geometrici e angoli morbidi. L’alluminio è il protagonista degli scaffali. Le superfici in legno vogliono dare l’emozione del grezzo e della geometria complessa.

LA NATURA NEL CONTRACT

I marchi più votati al contract prediligono atmosfere rilassanti e accostamenti studiati non solo di materiali e colori, ma anche di luci, oggetti, tendaggi, tappeti, biancheria che ha il sapore di casa.

Grande attenzione al dialogo tra volumi e superfici, grazie anche ai giochi di luce delle lampade al led sempre più sofisticate, e con la carta da parati sicura protagonista dell’arredo verticale. La delicatezza dei fiori lascia il posto ad allestimenti che brulicano di verde, il verde dell’erba, della natura primordiale.

LEADER VS GIOVANI

I marchi più commerciali espandono la gamma prodotti in tutti i luoghi della casa. I marchi leader accentuano con forza la loro personalità, puntando ad essere distintivi, con poche novità, di forte carattere. I marchi del fashion invadono il mercato del luxury contract, dettando legge in questa passerella di eccessi più o meno raffinati.

Il Salone Satellite rassicura con la sua freschezza, talvolta ingenua, ma finalmente di nuovo energica, curiosa, poetica.




Testo e foto: Alessandro Barison



Vai alla notizia | Link to this news

2 apr 2014 La Francia studia il brand design dagli Italiani

La Francia studia il brand design dagli Italiani

A Parigi in scena la 7/ma Giornata dedicata al brand management

PARIS, FRANCE.  Il 20 marzo scorso si è svolto a Parigi presso l’Université Paris Ouest Nanterre La Défense un incontro sul tema del Brand Design. Il seminario, giunto alla settima edizione, è stato organizzato dal Professore di economia e marketing Kamel Ben Youssef e coordinato dal dipartimento di Meccanica e Produzione dell’Università IUT Ville d’Avray.



La giornata si è sviluppata attraverso la discussione di temi legati al brand design, con un gruppo di lavoro dinamico, formato da docenti esperti, affermati professionisti, giovani designer e studenti.

Il valore del Brand Design

Saverio Sbalchiero (Sbalchiero and Partners) ha descritto il tema del brand design e della percezione del marchio nel mercato della comunicazione e dell’informazione: «Il design ha un valore strategico in questo momento delicato di passaggio dal supporto cartaceo a quello digitale.»

L’Architetto Giancarlo Tintori ha presentato casi studio di retail design (sia positivi che negativi) evidenziando  la stretta correlazione tra il successo di un brand e la capacità di declinare i valori del marchio grazie al design  in tutte le forme di comunicazione, dal marketing al prodotto fino al punto vendita, punto di contatto strategico con il cliente.

Materiali e strategie di successo

Eva Tenan (MaTech - PST Galileo) ha presentato materiali innovativi e proposto esempi di trasferimento tecnologico che hanno portato interessanti risultati sia dal punto di vista del design che della percezione del brand da parte del mercato: «L’utilizzo creativo di materiali tecnologicamente avanzati è una fonte di innovazione che migliora non solo la competitività dell’azienda, ma anche il valore del suo brand.»

Ludovica Galvan (Caffè Diemme) ha illustrato il progetto aziendale di comunicazione e di coinvolgimento del cliente nelle innovazioni dell’azienda, che grazie a nuovi servizi dedicati e ad un programma formativo continuamente aggiornato, ha ottenuto ottimi risultati di crescita e un costante rafforzamento del brand nel mercato.

Jacopo Bargellini ha raccontato i principi fondanti le 12 regole del design management, proposte in un testo di recente pubblicazione, sviluppato per dare alle PMI uno strumento di sintesi sui processi indispensabili per creare una struttura aziendale design oriented.

Luca Cielo (Cielo e Terra vini) ha raccontato il progetto aziendale di Responsabilità Sociale d’Impresa, sottolineando l’importanza del brand design per un efficace posizionamento dell’azienda nel mercato.

Un design market oriented

A chiudere il seminario il mio intervento su Design e Marketing nella piccola e micro impresa, con particolare attenzione sulle possibilità di crescita possibili attraverso l’adozione di strumenti di design management.
Il caso studio di Emme Italia ha evidenziato come una metodologia progettuale market oriented, grazie anche alle tecniche di product management acquisite nei corsi di Scuola Italiana Design, ha permesso rassicuranti risultati di competitività in un settore in difficoltà come quello della micro impresa nell’arredo ufficio.


Know more:


Alessandro Barison



Vai alla notizia | Link to this news

20 gen 2014 “Vedo serietà e rispetto tra azienda e designer”

“Vedo serietà e rispetto tra azienda e designer”

Esperienze e iniziative di Grazia Azzolin tra design e arte

TREVISO.  Il ricordo del SID è ancora vivo anche nei diplomati dei primi anni di attività. È il caso di Grazia Azzolin che, in occasione di una mostra che ha organizzato recentemente, ci ha raccontato la sua esperienza professionale.



In che anno ti sei diplomata in SID e come ricordi il tuo ingresso nel mondo del lavoro?
Erano i primi anni ’90, e ricordo il mio ingresso nel mondo del design come una favola: mi proposi ad un’azienda leader nel settore delle maniglie (Olivari) che visionò il mio prodotto e decise di presentarlo al SAIE assieme ai prodotti di Alessandro Mendini e Andrea Branzi. Lo stand Olivari era così formato dai prodotti di Alessando Mendini, Grazia Azzolin e Andrea Branzi. Io, “piccola neofita”, insieme a due big del design nazionale e internazionale.

Ricordi qualche aneddoto particolare di quegli anni a Scuola Italiana Design?
Aneddoti ce ne sarebbero tantissimi da raccontare, ma ricordo con particolare simpatia la volta in cui un’azienda del settore arredo bagno stava costruendo una mia proposta di accessorio per il bagno: l’addetto ai prototipi venne sostituito dal proprietario dell’azienda che si mise a realizzare insieme a me il prototipo in questione.
Questo mi fece capire che gli imprenditori di allora sapevano fare un po’ di tutto: dai designer ai prototipisti agli imprenditori, figure magiche a 360 gradi.

Che differenze noti tra i primi tempi come designer e il lavoro attuale?
Riscontro maggiore serietà e rispetto tra azienda e designer. Penso che in quest’ultimo periodo le aziende del nostro territorio abbiano capito fino in fondo l’importanza della figura del designer: il valore aggiunto apportato dai designer nei prodotti viene riconosciuto e apprezzato sempre di più.

Nell’ultimo mese ha avuto luogo una mostra che hai organizzato: di che cosa si tratta?

La mia figura professionale tende a svilupparsi in vari ambiti, il mio amore per l’arte mi ha coinvolta nella trasformazione di luoghi abbandonati in temporary galleries. All’interno del castello medievale di Castelfranco, a ridosso della Torre dell’Orologio, ho dato vita ad una mostra dell’artista emergente Enrico Benetta.

Come definiresti il tuo stile da designer? C’è una figura particolare da cui trai ispirazione?
Le grandi passioni insite nella mia indole sono l’architettura, l’arte e la natura. Quando disegno le passioni mi guidano naturalmente come fonti ispiratrici, e a partire dalla creatività l’oggetto si concretizza nella funzione.

Quali sono i “buoni propositi” per l’anno nuovo (progetti in cantiere, risultati da ottenere…)
L’anno appena iniziato sarà l’anno della riscossa emotiva in cui il termine “ripresa” viene abbandonato in quanto usato e abusato, mentre il concetto “nuova prospettiva” è l’ambito entro il quale vorrei muovermi. Cambiare prospettiva senza precludermi nulla. Può darsi che quest’anno mi cimenti nel balletto, nelle arti marziali o in quelle fotografiche...!



Vai alla notizia | Link to this news

16 gen 2014 Design Thinking, terza e ultima parte del nostro tutorial

Design Thinking, terza e ultima parte del nostro tutorial

Le linee guida per chi si sta accostando al design sostenibile

MUNICH, GERMANY.  Ultima parte del video realizzato per il progetto europeo Imageen, curato dalla Commissione Europea e Enterprise Europe Network con la partecipazione, per l’Italia, di Unioncamere Veneto.



TUTORIAL SULL’ECO-DESIGN:








Vai alla notizia | Link to this news

SID PILLS è una testata giornalistica web iscritta al n. 2299 del Registro Stampa presso il Tribunale di Padova in data 31 maggio 2012.