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Corso triennale in Design 2015/2018
Progetti Case histories

Scarpone da sci

Azienda: Dal Bello

SID Pills

30 Jun 2015 TEDxVicenza, i semi sono stati piantati!

TEDxVicenza, i semi sono stati piantati!

La nostra esperienza all'evento che stimola le idee

VICENZA.  Che edizione, la prima del TEDxVicenza! Il tema di quest’anno era “Planting the seeds”.


Anche noi c’eravamo, con una sorta di “SID plants the seeds”! Ecco le pillole che abbiamo raccolto in una giornata in cui l’evento e le persone che l’hanno reso possibile ci hanno fatto sentire coccolati e partecipi di un processo, ora innescato, di innovazione attraverso la cultura.

La location



Gli edifici storici più rappresentativi di Vicenza messi a disposizione di un evento fortemente volto verso il futuro: il Teatro Olimpico come base per tutti gli speech; il terrazzo al Primo Piano della Basilica Palladiana per una pausa pranzo memorabile; Palazzo Chiericati per la diretta streaming aperta a tutti.


Gli speaker



Suddivisi in tre momenti tematici:
  • seminare le idee, idee per ispirare. Tra questi, l’artista Anna Piratti, che con i suoi “oggetti alla pari” ci fa scegliere un oggetto con cui sentirsi “allo stesso livello”, per aiutarci a indagare la nostra natura più profonda. E migliorare.
  • coltivare le idee, idee per intraprendere azioni mai fatte. Come Thomas Breideband, che solo coltivando (fallendo) un orto ha capito che, per quanto programmato, sui social network devi tener conto del fattore chiave: la vita autonoma degli esseri “che vi abitano”.
  • aspettando i frutti, idee che generano nuove idee in ambiti diversi. Ce le ha fatte vedere (anche) Livio Valenti, che nel suo progetto fonde tecnologie già esistenti a sostenibilità e imprenditorialità. Che senso ha la tecnologia se non aiuta la gente più povera?

SID sugli spalti



Eravamo presenti come partner dell’iniziativa, e la scelta si è dimostrata azzeccata. L’obiettivo tra SID e TED è comune: diffondere la cultura, innescare il cambiamento. L’evento ha rappresentato così un canale privilegiato grazie a cui abbiamo avuto l’onore di conoscere le piccole grandi storie di innovazione che rendono migliore il mondo.
PS: con un saluto a Vanni Scapin, diplomato di Scuola Italiana Design tra gli organizzatori dell’evento!


Mondo social























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5 May 2015 Saloni 2015: l'ufficio verso una sua chiara identità

Saloni 2015: l'ufficio verso una sua chiara identità

Analisi a Workplace 3.0, il Salone Ufficio di quest'anno

MILANO. 

L’appuntamento biennale con l’arredo ufficio all’interno del Salone del Mobile di Milano si presenta quest’anno con un titolo ambizioso: Workplace 3.0.



Dopo un deludente Salone Ufficio 2011 che aveva tristemente tradito il concept “Ufficio Fabbrica Creativa” e un promettente Salone Ufficio 2013 che aveva iniziato ad indagare l’ambiente ufficio con il concept “Ufficio da abitare”, in questo 2015 il concept “Workplace 3.0” estende la ricerca oltre le pareti dell’ufficio fisico e raggiunge i molteplici luoghi dedicati al lavoro, con particolare attenzione alle tematiche di lavoro agile e smart working.

Un ufficio a misura d’uomo

Questo Salone Ufficio puntava a sottolineare l’attenzione nei confronti del benessere e delle relazioni umane nei luoghi di lavoro, contando sulla sensibilità mediterranea all’elemento sociale del tema del lavoro, in contrapposizione alla fiera tedesca Orgatec, alla quale resta il primato della tecnologia nel settore ufficio.

Finalmente smarcato dalla guerra impari con il colosso fieristico tedesco, il Salone Ufficio continua il suo percorso alla ricerca di una sua peculiare identità, riuscendo quest’anno a darsi un immagine più chiara e definita. Non tutte le aziende del settore ufficio hanno al loro interno la sensibilità culturale necessaria per elaborare queste tematiche, il percorso di rinnovamento dovrà essere sicuramente ancora lungo e complesso, ma i segnali sono tutto sommato positivi.

Ossigeno da De Lucchi

A dettare il ritmo alle aziende espositrici l’allestimento “The walk / La passeggiata” curato da Michele De Lucchi. Se nella scorsa edizione Jean Nouvel aveva rinchiuso il concept “Ufficio da abitare” in un freddo ambiente museale monolitico, Michele De Lucchi ci regala in questa edizione una boccata d’ossigeno, con un installazione ricca di poesia e di leggerezza, attenta alle sensazioni materiche, alle emozioni e al lavoro dell’uomo.

Un ufficio ricco di ambizioni

Le aziende hanno risposto positivamente allo stimolo di Michele De Lucchi, mostrando al pubblico soluzioni di arredo particolarmente attente al benessere complessivo degli abitanti l’ambiente ufficio. Ergonomia, acustica, illuminotecnica e prossemica sono state raccontate con layout nomadi, con spazi per il meeting informale che facilitano la socialità, con spazi collaborativi open space che stimolano la condivisione e spazi privati che agevolano la concentrazione e la produttività.

Coworking, ufficio nomade, organigramma liquido... le tecnologie digitali e le loro declinazioni sugli arredi operativi non sono più una novità, ma una imprescindibile esigenza. Gli oggetti d’arredo ufficio si appropriano sempre più di caratteristiche familiari e quotidiane ereditate dall’arredo casa, creando ambienti confortevoli e stimolanti.

L’attenzione si è spostata definitivamente dalle singole novità di prodotto ai sistemi d’arredo e ai servizi integrati per raggiungere un obiettivo ambizioso: il workplace 3.0.


Alessandro Barison

Foto: Cosmit Salone del Mobile e Scuola Italiana Design


Gli “altri” Salone Ufficio:

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18 Feb 2015 Born to stay together, parola di Andrea Busato

Born to stay together, parola di Andrea Busato

Il suo coinvolgente talk al TEDxTrento: il video completo

TRENTO.  Abbiamo il piacere di condividere con voi l’intervento del nostro prof. Andrea Busato all’ultima TEDxTrento.



Il suo racconto ha avuto luogo lo scorso 22 novembre 2014 alla Conference del TedX di Trento, evento che ha visto la partecipazione di 18 grandi personalità con una “storia” da raccontare e comunicare in circa 10 minuti a testa.
L’avvenimento è stato presentato da un altro dei nostri docenti, Claudio Ruatti, padrone di casa.

L’intervento di Busato ha per titolo Born to stay together - consumi, cultura, società, diversità, normalità.
Ecco come il design può migliorare la nostra esistenza su questo mondo, buona visione!






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9 Feb 2015 Designer dell'anno? Per il M&O è Nendo

Designer dell'anno? Per il M&O è Nendo

Video-intervista all'ormai affermato designer di origine giapponese

PARIS, FRANCE. 

L’edizione invernale del Maison&Objet di Parigi, tenutasi tra il 23 e il 27 gennaio 2015, ha scelto Nendo come designer dell’anno nell’ambito del product design.



Dietro “Nendo”, termine che significa “plastilina”, sta la persona di Oki Sato, che la fiera parigina ha intervistato attraverso questo video che oggi vi proponiamo. 




(PS: di Nendo abbiamo parlato anche l’anno scorso riguardo la sua collaborazione con BoConcept)




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14 Jan 2015 Gli architetti dell'anno sono uno studio di Venezia

Gli architetti dell'anno sono uno studio di Venezia

Etica e sostenibilità per TAMassociati: le loro idee, i loro consigli

VENEZIA. 

Siamo a pochi chilometri da Scuola Italiana Design: a Venezia, dove dal 1996 ha sede TAMassociati, uno studio di progettazione attivo nel settore dell’architettura sostenibile, design urbano e di paesaggi, processi partecipativi, graphic design e comunicazione sociale.



Non li abbiamo raggiunti solo per il grande valore etico dei loro progetti, ma anche per la recente elezione ad “Architetti dell’Anno 2014” da parte di Cnappc, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Un premio che va ad aggiungersi ad altri già vinti a livello internazionale. Ecco cosa ci ha raccontato, come portavoce dello studio, Laura Candelpergher.


Cnappc vi ha eletto “Architetti dell’Anno 2014” in Italia: come avete saputo la notizia? Ve l’aspettavate?

Abbiamo avuto la notizia informalmente con una telefonata. Non aspettavamo un tale riconoscimento, che ci onora, ma avevamo comunque rilevato una grande e crescente attenzione del Consiglio per temi di attenzione sociale. Non ultimo durante la Festa dell’Architettura tenutosi a Lampedusa nel giugno 2014, cui eravamo stati invitati come relatori.

Siete conosciuti per il valore etico dei vostri progetti: cosa significa?

Pensiamo semplicemente significhi cercare di essere coerenti con i propri principi. Questo comporta operare una scelta rispetto alla committenza che vogliamo “servire”: cerchiamo di proporci sempre a chi condivide o comprende le nostre idee.

È difficile “essere etici” nei propri lavori?

È un’attività a volte faticosa, ma ci permette di decidere la direzione che vogliamo dare alla nostra professione: e questo attiene all’etica, per un professionista.

C’è un progetto in particolare che nell’ultimo anno vi ha dato le maggiori soddisfazioni? 

Abbiamo portato a buone fine un progetto su cui una parte dello studio si era speso molto: la realizzazione di un eco-villaggio in Senegal, nato da un percorso comune intrapreso 2 anni fa con un’associazione di immigrati senegalesi dell’area veneziana.

Ora questo progetto ha ricevuto un importante riconoscimento e siamo stati invitati a dicembre a Las Vegas, per presentarlo al Convegno internazionale organizzato per Autodesk University 2014.

Il progetto partirà in questo 2015 e prevede la realizzazione di un prototipo nell’area a sud di Dakar: l’edificio dispone di soluzione a basso costo per il riuso dell’acqua, verrà monitorato per un anno e costituirà il modello per nuove soluzioni residenziale nei villaggi rurali della zona. Il progetto verrà poi conferito come sorgente open source per l’auto-costruzione.

Quale consiglio vi sentite di dare ai nostri studenti che a breve diventeranno progettisti per professione?

Seguire le proprie passioni, e sviluppare esperienze all’estero. Viaggiare e condividere il proprio lavoro con altri, specie se di culture lontane dalle nostre, è un metodo molto efficace per crescere e comprendere i mille aspetti del nostro lavoro.

Buon lavoro allo studio TAMassociati!




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10 Dec 2014 L'autunno dell’arredo: cosa rimarrà di questo 2014?

L'autunno dell’arredo: cosa rimarrà di questo 2014?

Il panorama tra Casa su Misura, Abitare il Tempo ed Expo Sicam

PADOVA, VERONA, PORDENONE.  La stagione autunnale del settore arredo è nel segno di tre interessanti eventi fieristici nel nordest italiano: Abitare il Tempo a Verona, Casa su Misura a Padova, Expo Sicam a Pordenone.



3 fiere, 3 focus

A rendere particolarmente stimolante la serie ravvicinata di fiere che si svolgono da fine settembre a fine ottobre, oltre al fatto di essere espressione del tessuto economico locale che circonda SID, è il fatto che ognuna di loro si confronta con un particolare aspetto del più ampio settore dell’arredamento. Infatti, Abitare il Tempo è tradizionalmente legata al progetto contract, con interlocutore privilegiato il rivenditore e il contractor; Casa su Misura è concentrata sul cliente finale e sulla distribuzione locale; mentre Expo Sicam è dedicata alla componentistica per l’industria del mobile ed è caratterizzata da una platea internazionale.

La vicinanza temporale e le specifiche peculiarità di queste tre fiere consentono quindi uno sguardo riassuntivo sul settore arredo particolarmente interessante, lontano dalle profumate distrazioni primaverili del Salone del Mobile di Milano. Quanto appare subito chiaro al primo sguardo è che la crisi continua a farsi sentire e che le risorse da dedicare all’innovazione sono davvero limitate, sia da parte delle aziende sia da parte degli enti fieristici.

Stare al passo con i tempi...

Se Expo Sicam può permettersi di attendere la fine della crisi senza particolari innovazioni al concept espositivo, forte di una consolidata struttura B2B dal respiro internazionale, Abitare il tempo è alla difficile ricerca di una nuova identità e Casa su misura fatica a tenere il passo dei tempi che cambiano inesorabilmente.

Anche le aziende soffrono la crisi e si pongono nella maggior parte dei casi sulla difensiva, perlomeno guardando i loro prodotti, sempre più caratterizzati da esercizi di stile costretti ad essere espressione della moda del momento. Se questo 2014 ha avuto un autunno meteorologico caldo e soleggiato, a prima vista non si può dire altrettanto dell’autunno del design nel settore arredo. Questa è l’idea che ci si può fare guardando le desolate aree vuote delle fiere o sfogliando l’ennesimo catalogo aziendale che propone esclusivamente novità di finitura o colore.

Non più solo product design

A ben guardare però il design, il progetto e la creatività non sono scomparsi, hanno solamente spostato il loro campo d’azione progressivamente dal branding al management, dal prodotto al servizio, dalla superficie alla tecnologia. Dalle corpose occasioni formative e di networking ospitate da Abitare il Tempo, passando per le rinnovate offerte distributive dei maggiori rivenditori presenti a Casa su Misura, fino alle raffinate soluzioni tecniche di Expo Sicam: progettisti, imprese e commercianti hanno risposto alla crisi specializzandosi e dotandosi di contenuti meno evidenti ma strategicamente più efficaci.

Un segnale positivo che guarda con lungimiranza al futuro, un autunno che precede un inverno sicuramente difficile ma che lascia immaginare l’arrivo di una serena primavera, all’insegna della creatività e della progettualità.


Alessandro Barison
abitudinicreative.it


Link utili:

Immagini:
  • Casa su misura, Genesin espone icone del design: LC2 di Le Corbusier, Cassina
  • Expo Sicam, la tecnologia al servizio della quotidianità: sistemi motorizzati di sollevamento per cucine, Linak



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10 Nov 2014 'Il nostro universo creativo...oltre la decorazione'

'Il nostro universo creativo...oltre la decorazione'

Due diplomati SID in mostra alla fiera di Verona: Davide Daminato

VERONA.  Ha da poco avuto luogo l’edizione 2014 di Abitare il Tempo e, quest’anno, con due partecipazioni molto gradite a noi di SID: quelle di Alessandro Barison e Davide Daminato.



Entrambi diplomati nel nostro istituto, hanno collaborato a un progetto particolare per Abitare il Tempo. Così abbiamo deciso di intervistarli... la chiacchierata di oggi è con: Davide Daminato, con cui abbiamo parlato, in particolare, del loro specifico progetto.


Davide, cominciamo “dalla fine”: c’è qualcuno che vuoi ringraziare per questa tua partecipazione alla fiera veronese?
Prima di tutto per questa opportunità voglio ringraziare Alessandro Barison, la curatrice della mostra Arch. Silvia Sandini, il Presidente Arch. Valerio Facchin e tutto il Direttivo della Delegazione Veneto e Trentino Alto Adige di ADI, artefici ed organizzatori di questo evento. In merito alla mia partecipazione il collante è stato appunto Alessandro che da tempo è impegnato attivamente con ADI ed ha pensato di coinvolgermi in questa interessante esperienza.

Che rapporti hai con Alessandro Barison?
Io ed Alessandro ci conosciamo dal 2011, entrambi siamo parte della “grande famiglia SID”, abbiamo fatto questa meravigliosa esperienza padovana in anni diversi, ma sempre Scuola Italiana Design ci ha fatti conoscere: nel 2011 ci siamo infatti ritrovati a leggere l’uno dell’altro in un intervista simile a questa in quanto eravamo entrambi stati premiati ed inseriti nella Monografia dei 40 top designer SID 1991-2011.
Ci siamo così ritrovati a condividere la stessa passione per il design e la stessa voglia di migliorare il mondo.

Qual era la mostra a cui avete partecipato?
La mostra organizzata da ADI Nordest è stata intitolata: Oltre la Decorazione, Venezia laboratorio creativo dal passato al presente. L’evento ha ospitato la passione di 12 gruppi di progettisti chiamati da ADI ad evocare l’anima artistico decorativa di Venezia, città contaminata dall’incrocio di civiltà e culture, città che ha avuto e ha ancora un ruolo importante nell’espressione tra saperi e mestieri da tutto il mondo.

Cosa vi era richiesto di fare, nello specifico?
Noi dovevamo progettare una “palette” dal titolo: Venezia, città senza tempo.
Lo abbiamo fatto interpretando il restauro di Punta della Dogana progettato da Tadao Ando e fortemente voluto dalla Fondazione François Pinault. I vecchi magazzini del sale costruiti 700 anni fa vengono restaurati nel 2009 con l’intenzione di ospitarci l’arte e rappresentare la contemporaneità. Il nuovo Museo di Arte Contemporanea di Venezia voluto da François Pinault è considerato dagli stessi artefici un “crocevia di storia, modernità e culto per l’arte”.

Noi dovevamo quindi elaborare un progetto con l’uso di materiali da rivestimento, possibilmente derivanti da riciclo e/o riciclabili, donando loro per una volta un ruolo diverso: un ruolo artistico che evocasse l’atmosfera di questo Museo in cui convivono passato e presente, tradizione e innovazione, occidente ed oriente, decorazione e minimalismo.

Che stile e che idea avete dato al progetto?
Abbiamo compreso che, per trasformare Punta della Dogana in un Museo di Arte Contemporanea, Tadao Ando si era chiesto quale poteva essere la “vera ragione d’essere del progetto” di restauro. La sua risposta? La necessità di creare un architettura che, attraverso l’esposizione delle opere, facesse intuire l’universo intellettuale e creativo degli artisti che ci avrebbero esposto.

Facendo nostro il ragionamento di Tadao Ando, lo abbiamo personalizzato come segue: attraverso l’esposizione di campioni di materiale da rivestimento combinati in forme e colori, abbiamo progettato un’opera che facesse intuire l’universo intellettuale e creativo di chi ha voluto (François Pinault) e chi ha progettato (Tadao Ando) il restauro di Punta della Dogana per trasformarla in un Museo di Arte Contemporanea.

Com’è stato tradotto in opera tutto ciò?
Abbiamo rappresentato un triangolo isoscele (pianta di Punta della Dogana) con materiali che rimandano al passato, come il vetro anticato, colori Corten, ferro grezzo e legno segnato dal tempo. Li abbiamo affiancati ed elaborati in forme che ricordano l’originale suddivisione di Punta della Dogana in 9 navate.

Abbiamo rappresentato l’intersezione tra un vecchio triangolo (evocando il vecchio contenitore di sale) ed un nuovo cubo (evocando il nuovo contenitore d’arte), vero cuore architettonico del Museo, che è stato ricoperto di un nuovo materiale derivato da riciclo: un cemento flex di soli 2mm di spessore.

Questa intersezione è amplificata da uno specchio anticato posto sul fondo del cubo che accentua il connubio tra passato e presente. Qui la posizione dei materiali, nel rispetto dell’ordine e pulizia delle superfici come da pensiero di Tadao Ando, ha una triplice interpretazione:
  • su un lato si trovano i materiali più decorati come il mosaico, il tessuto e la resina;
  • sul lato opposto abbiamo affiancato ceramiche e tessuti che sembrano cementi lisci come seta e conferito al lato più imponente del triangolo isoscele una volumetria spigolosa e monolitica nelle tonalità dei grigi. Qui cresce in altezza l’evocazione del passaggio dal passato al presente della storia e il concetto di elevazione verso l’alto infinito che Tadao Ando esprime nelle sue architetture;
  • verso il centro e a definire il triangolo, si trovano i materiali “del passato”, come ferro, legno, tessuto jacquard, vetro anticato e Corten.

Ringraziamo quindi le aziende che ci hanno supportato e fornito i campioni di materiale da rivestimento:

È stato faticoso lavorare in un team “nuovo”?
Assolutamente no, mi piacciono le lunghe amicizie e collaborazioni ma sono propenso a cambiare continuamente per mettere a confronto esperienze diverse per arricchirle e produrne sempre di nuove. Con Alessandro poi, ogni tanto riusciamo a trovarci e fare delle lunghe chiacchierate, quindi lavorare con lui è stato un po’ come mettere in pratica metodi e concetti su cui ci eravamo già confrontati.

Risultato finale? Opinioni vostre e della gente?
Grande soddisfazione, in primis perché abbiamo portato a termine questa esperienza a tempo di record: in circa due settimane abbiamo acquisito informazioni, trovato la ragione d’essere del progetto, sviluppato il progetto, richiesto la disponibilità alle aziende, reperito i materiali e realizzato l’opera. Siamo stati capaci di coinvolgere vari artigiani, noi in prima persona e perfino la mia meravigliosa compagna.
La mostra ed i convegni programmati da ADI hanno creato molto interesse, spero quindi che questo interesse possa avere un effetto volano sulla volontà e sull’impegno che ADI ed i suoi membri hanno già dimostrato nel continuare a trovare nuovi modi di fare cultura del progetto.

Manda un saluto ad Alessandro Barison.
Ciao vecio!!!
A parte gli scherzi – questo è il saluto di quando ci sentiamo al telefono – saluto e ringrazio nuovamente Alessandro per avermi dato l’opportunità di lavorare assieme a lui. Durante le lunghe sporadiche chiacchierate avute dal 2011 ad oggi ci siamo spesso augurati: “troveremo anche un’occasione di lavorare assieme ad uno stesso progetto” e questa è stata la prima volta alla quale sono sicuro ne seguiranno molte altre.

Immagini: Alessandro Barison




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21 Oct 2014 Ecco la mia proposta per rilanciare Abitare il Tempo

Ecco la mia proposta per rilanciare Abitare il Tempo

Due diplomati SID in mostra alla fiera di Verona: Alessandro Barison

VERONA.  Ha da poco avuto luogo l’edizione 2014 di Abitare il Tempo e, quest’anno, con due partecipazioni molto gradite a noi di SID: quelle di Alessandro Barison e Davide Daminato.



Entrambi diplomati nel nostro istituto, hanno collaborato a un progetto particolare per Abitare il Tempo. Così abbiamo deciso di intervistarli... la chiacchierata di oggi è con: Alessandro Barison.


Alessandro, cominciamo dalla domanda basilare: perché quest’anno hai partecipato anche te ad Abitare il Tempo?
Abitare il Tempo quest’anno è stata affiancata a Marmomacc, fiera leader nel settore delle tecnologie per il marmo. Abitare il tempo risente delle difficoltà del settore arredo e della centralità di Milano e del Salone del Mobile. Con questo affiancamento a Marmomacc, Veronafiere ha tentato di mettere le basi per un rilancio di Abitare il tempo e, per dare maggior slancio a questo nuovo percorso, ha chiesto ad ADI Delegazione Veneto Trentino Alto Adige di organizzare una mostra sui materiali di interior design.

Per la mia presenza ad Abitare il tempo devo quindi ringraziare la curatrice Arch. Silvia Sandini e tutto il Direttivo di Delegazione ADI, che mi ha selezionato con altri progettisti per rappresentare diversi punti di vista sull’interior design.

Quali sono state le tue sensazioni personali sulla Fiera?
La fiera Abitare il Tempo sta vivendo un periodo di transizione molto delicato, ma la qualità espositiva degli scorsi anni mi dava buone sensazioni. Dal punto di vista museale e congressuale la qualità è stata all’altezza delle mie aspettative, con molti approfondimenti di ricerca e dibattiti interessanti, mentre la qualità espositiva generale mi ha deluso per la scarsità di espositori e di prodotti esposti. Nonostante alcune presenze d’eccellenza, il livello generale della fiera è stato al di sotto delle mie aspettative.
So che il periodo è complesso e non esiste una bacchetta magica, ma credo che valorizzando sensibilmente l’approccio museale e congressuale si possa tentare un rilancio efficace e duraturo.

Cosa investigava maggiormente la mostra di “Oltre la Decorazione?”
“Oltre la decorazione, Venezia laboratorio creativo dal passato al presente” si è distinta senza dubbio per la qualità espositiva. La mia partecipazione alla mostra può sicuramente condizionare la mia opinione, ma posso dire senza timore di smentite che la mostra ha avuto molto successo.

Era composta da 12 pannelli realizzati da altrettanti gruppi di lavoro guidati da progettisti ADI. I pannelli raccontavano 12 differenti progetti di ricerca, selezione e presentazione di materiali di interior design, sintetizzati in 12 moodboard materici, con ispirazione Venezia, città simbolo di una incessante dialettica tra storia e modernità. Attraverso queste 12 “palette” creative, i visitatori sono stati stimolati a riflettere sui possibili trend dell’arredare contemporaneo.

Quali erano le altre mostre presenti quest’anno?
Se “Oltre la decorazione” ha indagato in maniera trasversale il passato e il presente della decorazione, proponendo possibili trend futuri, le altre mostre presenti al Palexpo Veronafiere, sede di Abitare il tempo, hanno a loro volta proposto un percorso tematico e temporale come “Avere stoffa” (stoffe storiche), “My design coffee house” (futuribili soluzioni home office contemporanee) e “Italy Contract” (prodotti d’eccellenza Made in Italy).
Il Palaexpo ha inoltre ospitato una selezione di progetti di Architetti e Designer veronesi.

Alla proposta museale del Palaexpo si è affiancata quella realizzata in collaborazione con Marmomacc al padiglione 1, esperimento ben riuscito di integrazione tra tecnologia del marmo, design di interni e architettura.

Sono emersi temi interessanti per il 2015?
Come ho già detto Abitare il tempo ha dato il meglio di se nelle sue proposte museali e congressuali. Il tema della qualità del progetto è senza dubbio centrale. È stata evidenziata l’importanza della ricerca progettuale, l’importanza della cura del dettaglio, l’importanza del saper raccontare il Made in Italy, l’importanza del saper distinguere tra eccellenza e lusso.
Ma prima di tutto è emersa l’importanza vitale di mettersi in gioco e sapersi confrontare tra professionisti, aziende e istituzioni.

Come dicevi, Abitare il Tempo per la prima volta era in contemporanea a Marmomacc: riescono a coesistere le due fiere secondo te?
Abitare il tempo è da sempre sinonimo di contract, quindi di materiali di interior ancor prima che di mobili e arredi, in questo senso l’affiancamento a Marmomacc è una mossa strategica senza dubbio azzeccata, ma la strada per passare da una coesistenza abbozzata ad un vero progetto di integrazione e valorizzazione reciproca è ancora lungo e tortuoso.

Veronafiere ha già dichiarato la sua ricetta, ovvero creare una piattaforma sinergica per attirare gli operatori esteri del contract. Credo sia la strada giusta e come ho detto precedentemente Abitare il tempo potrebbe ritrovare spazio e identità dedicando ancora più energie a mostre e convegni di qualità.

Manda un saluto a Davide con cui hai realizzato il progetto per “Oltre la Decorazione”.
Quando Silvia Sandini di ADI mi ha invitato a presentare un progetto per la mostra ho subito pensato di coinvolgere Davide Daminato. L’ho fatto perché è un amico ed ero sicuro che mi sarei divertito molto a realizzare il progetto con lui. Inoltre siamo entrambi parte della “grande famiglia SID” e abbiamo un approccio creativo molto simile, pur avendo distinte professionalità, e considerato il poco tempo a disposizione questo ci ha aiutato molto nel velocizzare gli step progettuali. Ma prima di tutto ho pensato a Davide perché è un ottimo designer.

Altri ringraziamenti?
Colgo l’occasione per salutare anche l’amica e collega Vanessa Manin, che ho coinvolto nel progetto per la sua esperienza nei materiali di interior design. Ma lasciami anche salutare Silvia Sandini e il Presidente Valerio Facchin di ADI Veneto Trentino Alto Adige che ci hanno dato una bella opportunità per mettere alla prova la nostra creatività e la nostra professionalità, e tutte le aziende coinvolte nel progetto per il supporto nella fornitura di campionature e nella realizzazione dei pannelli espositivi. Grazie davvero a tutti!

Gli associati ADI invitati a partecipare alla mostra “Oltre la decorazione: Michela Baldessari, Alessandro Barison, Paolo Criveller, Pier Callegarini, Valerio Facchin, Favaretto and Partners, Raffaello Galiotto, Andrea Girotto, Silvia Sandini, Zangrandi Associati, Palmalisa Zantedeschi, Ascanio Zocchi.

Link utili:

Foto di: Alessandro Barison




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6 Oct 2014 Enrico Cesaro, un designer al servizio del cinema

Enrico Cesaro, un designer al servizio del cinema

I miei primi motivatori? I docenti SID: vi dico cosa mi hanno insegnato

PADOVA.  Di tanto in tanto abbiamo il piacere di rincontrare diplomati SID di qualche anno fa. Negli ultimi giorni l’opportunità è capitata con Enrico Cesaro, che è da poco online con il suo nuovo sito. Il sito online non è che uno dei risultati del suo intenso percorso professionale, e noi di SID Pills ce lo siamo fatti raccontare.



Enrico Cesaro: dopo il diploma nel 2004 quali furono i tuoi primi passi nel mondo del lavoro?
I primi passi furono all’interno della realtà imprenditoriale di mio padre, cosa non semplice visto lo scontro generazionale e culturale che si venne a creare, ma quella fu solo una fase di assestamento e consolidamento delle mie basi.

Ci furono novità grazie al tuo arrivo in azienda?
Arrivavo da Scuola Italiana Design e di conseguenza portai nuove idee e spunti: la scelta di nuove finiture, soluzioni di marketing mirate per ogni singolo cliente, una nuova strategia di comunicazione aziendale che studiai insieme a un nuovo team manager... fu così che arrivarono molte soddisfazioni dal mercato sia interno che estero!

Però... non sei rimasto lì a lungo.
Esatto: la mia vocazione non era quella di rimanere confinato in un’unica realtà imprenditoriale e creativa; così, approfittando di un riassesto societario, ben presto mi ritrovai coinvolto in altri progetti con nuove realtà aziendali e nuovi professionisti.

Da allora ad oggi, cos’è cambiato?
Anche se non è stato facile, oggi sono diventato imprenditore di me stesso, con tutti i pro e contro: il passaggio per certi versi è stato doloroso, ma ha portato e sta portando tante soddisfazioni, energia positiva, persone e professionisti interessanti nella mia vita e nel mio lavoro.

La notizia è che sei da poco online con il tuo nuovo sito. Per comunicare cosa?
Con il nuovo sito voglio comunicare la mia filosofia lavorativa e di vita: per me ogni lavoro è una creatura da far crescere sana e forte, dandole il giusto nutrimento emotivo, tecnico ed estetico. Si tratta di un percorso da fare insieme al cliente, ascoltando le sue reali necessità, e arrivando insieme al raggiungimento dell’obiettivo attraverso il dialogo e il confronto reciproco.

Ripercorriamo i tuoi primi 10 anni di attività: quali i maggiori successi?
I maggiori successi lavorativi a livello nazionale e internazionale sono concentrati soprattutto negli ultimi 3 anni, e in particolare intorno alla figura del regista Antonello Belluco e degli scenografi Virginia Vianello e Paolo Bandiera.

Scusa, cosa lega un designer alla cinematografia?
Con il regista Antonello Belluco ho avuto l’opportunità di impostare tutta l’immagine coordinata della casa di produzione Eriadorfilm e del film ’Il Segreto di Italia’ che uscirà il 20 novembre di quest’anno in tutte le sale italiane. Ho quindi realizzato il logo, il sito web, il movie poster del film, le grafiche dell’epoca (1945) per la scenografia di Virginia Vianello, il book di presentazione del film e la fotografia di scena.

Con Virginia Vianello e Paolo Bandiera ho avuto l’onore di collaborare anche nel film ’Il Leone di Vetro’ che uscirà questo mese e per il quale ho realizzato e ricostruito tutte le grafiche del 1866.

E se dovessi scegliere un progetto più significativo degli altri?
Direi che il mio progetto più rappresentativo è quello che deve ancora venire.
Per me ogni progetto è importante, ma se devo citarne uno recente di caratura nazionale e che mi ha dato grande soddisfazione, è quello per cui ho collaborato con la bravissima e famosa scenografa/Interior Designer Virginia Vianello.

Il progetto per il bando di concorso indetto da FS Ferrovie dello Stato è arrivato primo su 46 candidati per quanto riguarda l’aspetto creativo, si tratta della presentazione del nuovo Freccia Rossa 1000 che avverrà prossimamente alla stazione di Napoli.

Su idea di Virginia e suggerimenti miei a livello tecnico e d’immagine abbiamo sviluppato graficamente e tecnicamente le tavole dell’intero evento, spiegando come si sarebbe svolta la cerimonia d’inaugurazione dall’inizio alla fine.
     
Parliamo infine del tuo stile: quanta “SID” c’è, al suo interno?
Il mio stile è legato ai miei valori, che si possono riassumere proprio nei principi di Scuola Italiana Design: creatività, italianità, professionalità & competenza, ricerca & sperimentazione, vocazione aziendale, internazionalizzazione, energia & passione.
Questi sono i valori che cerco di esprimere in ogni lavoro che realizzo.

Cosa ricordi con più piacere di SID?
Ti dirò che non è facile trovare docenti che abbiano, oltre alla professionalità e alla competenza, anche la vocazione di essere dei motivatori: devo ringraziarli perché hanno tirato fuori il meglio di me, e mi hanno insegnato a guardare qualsiasi cosa con occhi nuovi e curiosi.
Naturalmente non è stato facile, ma ho sempre creduto nel lavoro e nella forza di volontà per il raggiungimento di un obiettivo, e anche questo atteggiamento mi è stato trasmesso da loro.
E ancora, mi hanno insegnato l’importanza della continua evoluzione, del diventare insegnanti ed educatori di se stessi, così da studiare e imparare nuove tecniche e nuovi programmi per comunicare al meglio il proprio lavoro e la propria persona.

È un bel messaggio sia per i più giovani sia per chi è già da anni all’interno del mondo del lavoro...
Il processo è sempre in atto, non si finisce mai di evolvere e di imparare: se non sai qualcosa fare oggi non vuol dire che non la saprai fare domani. È una questione di tempo, dedizione e d’impegno verso l’obiettivo.

Grazie Enrico per la chiacchierata!
E io ringrazio infinitamente Scuola Italiana Design e i loro docenti per l’insegnamento professionale e umano che mi hanno dato e per aver avuto l’onore e il piacere di rispondere a questa intervista.



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30 Sep 2014 London Design Festival 2014: le nostre 15 scelte

London Design Festival 2014: le nostre 15 scelte

A Londra le tendenze del design attraverso installazioni e prodotti

LONDON, UK.  Settembre, un mese ricco di settimane dedicate al design in alcune delle più importanti città europee: Londra, Parigi, Helsinki, Bratislava, Brussels, Vienna. Tra tutte abbiamo scelto oggi di fare tappa a Londra.




London Design Festival, il punto di riferimento inglese per il design. Diverse le location e diversi i temi: noi di SID Pills abbiamo cercato di individuare alcune linee guida nella molteplicità delle proposte.

Indice delle immagini

Installazioni:
  • Foto 2: Wikihouse 4.0, il più avanzato prototipo di edificio open source: low cost, alte prestazioni, montabile come uno scaffale
  • Foto 3: From Then On, installazioni di orologi per i 10 anni di Established&Sons (design: Formafantasma)
  • Foto 4: Spectra di Field e Accept&Proceed, scultura cinetica di un impatto di meteoriti sulla Luna
  • Foto 5: Moleskine “hackerate” da designer famosi
  • Foto 6: Crest, installazione di Zaha Hadid per il V&A Museum di Londra
  • Foto 7: Double Space di BarberOsgerby per BMW al V&A Museum
Dalla mostra The Wishlist (giovani designer progettano su “commissione” di famosi designer):
  • Foto 8: l’Arch. Norman Foster ha “voluto” un temperamatite in 3 dimensioni (design: Norie Matsumoto)
  • Foto 9: Terence Conran ha “voluto” uno studio segreto (design: Sebastian Cox)
Nuovi brand:
  • Foto 10: Stool 7 di StandSeven, in materiale riciclato e il cui singolo costo paga un anno di scuola per un bambino in Sierra Leone
  • Foto 11: Articoli per la casa di Native & Co., provenienti da Giappone e Taiwan
  • Foto 12: Stacking Vessels di Utopia & Utility, mini vasi
Prodotti:
  • Foto 13: Prima collection di Favaretto & Partners per Luxy
  • Foto 14: HB Lamp di Michael & George
  • Foto 15: Collection III di Nika Zupanc per Sé, già presente allo Spazio Rossana Orlandi
  • Foto 16: Edge Collection di Paul Crofts per Isomi per l’arredo ufficio
Fonte: Pinterest



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SID PILLS è una testata giornalistica web iscritta al n. 2299 del Registro Stampa presso il Tribunale di Padova in data 31 maggio 2012.