Marmo
Corso:
Design del prodotto 1
Docente:
Paola Amabile
Anno:
Secondo anno
Studenti:
NOKORI: Dal Mas, Lovison, Marcon, Morosin, Troietto, Tiso
TOMOS: DeBiaggi, Fedrigoni, Panato, Polin, Tommasi, Zanon
VOLTA: Travetti, Cian, Masarà, Nalin, Cosmi, Mosca, Simonetto
Brief
Quando lo scarto diviene risorsa da progettare.
Pratiche di riutilizzo degli sfridi di lavorazione dell’industria
del marmo.
Scenario
La lavorazione del marmo genera una grande quantità di scarti. Questi residui (spesso chiamati anche “sfridi”) sono di vario genere e dimensione: nascono dalle rotture frequenti durante la lavorazione, data la natura del materiale, o dai pezzi che rimangono dopo l’estrazione o la creazione di un oggetto in marmo.
Qualsiasi materiale si trovi ad affrontare Paolo Ulian progetta pensando agli scarti, agli sfridi, alle pezzature, alla ottimizzazione e al riuso. Appunto una scelta etica inizialmente e che è divenuta nel tempo una ben precisa scelta estetica (ma in fondo, nelle nostre professioni, l’estetica non è il modo più congeniale per combattere battaglie etiche?).
Un metodo che porta ad evitare ogni spreco e a giustificare ogni segno. Un metodo alquanto inusuale nell’orgia del tutto e subito, nel “design della scorciatoia” (ovvero tendere al risultato più impattante nel tempo più breve di pensiero, di progetto, di comunicazione e di vendita). Al contrario, il design di Paolo Ulian è un design lento, riflessivo, sedimentato. Un design cosciente della dimensione del tempo: il tempo necessario a disegnare oggetti a loro volta capaci di durare nel tempo!”.
Romanelli M. su Paolo Ulian, Il marmo tra classicità e contemporaneità, 2011












