27
gen
2012
Il Gruppo Favaron sul Corriere del Veneto
Il Gruppo Favaron sul Corriere del Veneto
L'azienda è una vecchia conoscenza di SID
Sul Corriere del Veneto del 16 gennaio 2012
è presente un articolo sul gruppo Favaron, azienda padovana legata a Scuola Italiana
Design.
L’azienda di Noventa Padovana
infatti collabora con noi di SID e
Federico Favaron, figlio
del proprietario, si è diplomato da noi nel 2005.
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26
gen
2012
Click-News | La collaborazione come mercato del futuro?
Click-News | La collaborazione come mercato del futuro?
Lo sostengono gli studi di Sociologia dei Consumi
Il Consumo Collaborativo è un nuovo
modello di business che offre l’opportunità di creare nuovi mercati grazie alla riscoperta di
concetti come ad esempio la condivisione (sharing), il prestito (lending), il baratto (barthering),
il commercio (trading), il noleggio (renting), la donazione (gifting) e lo scambio (swapping);
uscire dagli schemi e dai preconcetti ai quali ci siamo con il tempo abituati potrà quindi
dare vita a nuove realtà di consumo.
La rapida evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha determinato degli importanti
cambiamenti a livello mondiale che hanno influenzato in modo significativo gli stili di vita e le
culture delle persone; oggigiorno è possibile
entrare in
relazione con il mondo in qualunque momento, in qualsiasi luogo del pianeta ed in tempo
reale, grazie agli smartphone, ai computer e a tutte le apparecchiature che ci permettono di entrare
in connessione con gli altri individui in una grande rete globale.
I nativi dell’era digitale,
ovvero la nuova generazione, cresce condividendo qualsiasi cosa a livello digitale (file, musica,
video,…) e questo porta in maniera obbligata alla creazione di nuove relazioni che non si fermano di
fronte alla distanza, all’età, o al tipo di etnia.
La velocità e la
facilità di interazione determinate dall’avvento del world wide web hanno reso possibile la
creazione di nuovi modi di comunicare, di scambiare, di condividere, di barattare... e quindi di
incrementare la nascita di nuovi mercati. Il vantaggio principale che ha reso importante tale
modello è dato dalla possibilità di saltare gli intermediari, infatti, grazie alla
possibilità di poter entrare in contatto diretto con chiunque è possibile evitare dei
passaggi obbligati; questo sta dando vita ad un nuovo tipo di economia.
Un esempio importante
può essere
Swap.com, ovvero, un portale internet
grazie al quale è possibile barattare qualsiasi cosa, con chiunque, in tutto il mondo. Gli
oggetti presenti sono migliaia e possono essere scambiati a costo zero.
Il fenomeno riguarda
quindi svariati tipi di settore:
ZipCar per l’autonoleggio,
Etsy, portale per poter acquistare articoli artigianali
venduti da privati,
LandShare per la condivisione di terreni
sui quali è possibile coltivare in maniera collaborativa, per non parlare dell’ormai famoso
Couch Surfing grazie al quale si può trovare
ospitalità, evitando di incappare nei prezzi esagerati degli hotel.
All’interno del
corso di
Sociologia dei Consumi, noi di Scuola Italiana
Design abbiamo analizzato tutte queste realtà e in seguito, a nostra volta, abbiamo cercato
di sviluppare qualche nuova idea per meglio comprendere le tematiche incontrate durante lo
studio.
Tutto questo perché si sta configurando un nuovo scenario globale in base al
quale a passare in primo piano non sarà più “cosa consumiamo”, ma “
come consumiamo”; molto probabilmente sarà un fenomeno che
prenderà sempre più piede, delineando nuove modalità di business e di
comunicazione (e quindi di design), dando così la possibilità ai più creativi
di poter combattere la crisi in maniera alternativa.
Se pensiamo al fatto che durante il
tempo necessario a leggere questo articolo sono avvenute milioni di interazioni in tutto il mondo
grazie ad internet,
forse
il consumo collaborativo rappresenta veramente il futuro dell’economia
digitale.
Vanni ScapinFonti:
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25
gen
2012
Boris Pizzeghello, la creatività alla conquista del mondo
Boris Pizzeghello, la creatività alla conquista del mondo
L'avventura del designer da Padova a Patroon
Durante le feste di Natale abbiamo incontrato
Boris Pizzeghello. È un diplomato di Scuola Italiana Design che ora vive a Berlino e lavora per
Patroon, un’agenzia internazionale che opera con aziende di tutto il mondo. Un’esperienza
professionale sicuramente coinvolgente e interessante, iniziata nel 2006.
Boris Pizzeghello: quasi 6
anni fa il diploma in Design Creativo. E dopo? Quali sono le tappe principali che hai
vissuto?Conseguito il diploma, dopo aver lavorato circa un anno e mezzo in uno studio
di architettura a Padova e delle esperienze in Arizona e Australia ho deciso di terminare la mia
carriera universitaria originaria iscrivendomi alla specialistica in Architettura.
Tale percorso
mi ha portato a lasciare l’Italia circa quattro anni fa e l’evoluzione naturale delle cose mi ha
portato prima in Spagna e poi in Germania.
La Spagna: cosa
hai fatto in quel Paese?L’esperienza della Spagna è nata in maniera un po’
fortuita. Sono partito come studente Erasmus e non sapevo cosa aspettarmi. Il risultato è
stato quello di trasferirmi stabilmente.
A grande sorpresa si è rivelata essere
un’esperienza importante sotto vari aspetti. L’aspetto umano, riflessivo, le relazioni
interpersonali e le opportunità lavorative.
Ho infatti cominciato a collaborare con un
importante studio di architettura, famoso in tutta Spagna per le innovative ricerche in campo
conservativo, e mi son reso conto di come ho avuto il bisogno di
reinventare un mio stile creativo e la necessità di trovare un nuovo metodo per
riordinare le idee.
A questo punto l’organizzazione e la creatività nello strutturare le
idee e tutte le abilità collezionate fino ad ora hanno iniziato ad avere un senso proprio
nella loro intertestualità.
Ed ora Berlino e il
progetto Patroon: di che cosa si tratta?Sono infine approdato a Berlino, capitale
della creatività europea. E’ proprio qui dove ho avuto la possibilità di ritornare ad
occuparmi di progetti inerenti soprattutto il design e la manualità.
Patroon ha base tra
Berlino e Amsterdam ed è composto da tre nazionalità, 5 lingue, svariate esperienze,
metodi complementari e mete comuni.
Patroon cura l’immagine di aziende, brand identity,
marketing, posizionamento, comunicazione, web design e print design.
Patroon è online,
le distanze geografiche e il fuso orario sono solo dei
numeri. Spesso lavoriamo con professionisti di tutto il mondo grazie alla rete di conoscenze
sviluppata negli anni.
I nostri clienti sono medio-grandi aziende o attività che sanno
riconoscere il valore e l’importanza di una immagine sviluppata professionalmente.
Come hai conosciuto i tuoi compagni di lavoro? Trovi il loro modo di
lavorare diverso da quello italiano?Patroon è Hilko, un programmatore di
Amsterdam che lavora tra le altre cose per Mtv Berlino; Jose, disegnatore grafico specializzato in
UX del New Jersey ed io.
I ragazzi si sono conosciuti a San Paulo in Brasile dove hanno iniziato
a collaborare per alcuni progetti. Io e Jose abbiamo avuto la stessa esperienza ad Arcosanti in
Arizona.
L’aspetto entusiasmante di lavorare all’estero è come
la professionalità sia ampiamente riconosciuta e la possibilità di
integrare al lavoro digitale anche quello manuale abbia assunto un grado di importanza elevato.
E
trovo infine molto stimolante e formativo il fatto di creare per ogni lavoro un team composto dalle
persone più adatte a quel progetto, trovandoci a lavorare con artisti, fotografi, scrittori e
altri disegnatori.
Vuoi citare un progetto di esempio e che
ti ha dato grande soddisfazione?Ogni primo progetto portato a termine in una nuova
città o in un nuovo paese è quello che dà più soddisfazione,
perché racchiude pure tutti le difficoltà personali di quel momento, quali la lingua
nuova e l’adattamento al posto, nel progetto stesso.
Come
chiediamo sempre ai nostri diplomati: ricordi una vicenda particolare presso
SID?Ricordo con piacere i workshop organizzati dalla scuola a Rovigno... per un
insieme di cose.
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24
gen
2012
ColorAzione, scoppia il colore al centro S. Gaetano
ColorAzione, scoppia il colore al centro S. Gaetano
Arte e design in mostra con i lavori di Pesce e Tamburro
Spazio Anna Breda è lieta di
presentare, in collaborazione con l’azienda Meritalia e con il patrocinio del Comune di Padova, la
mostra di arte e design “Color-Azione, L’Azione-Colore in Antonio Tamburro e Gaetano
Pesce”.
La doppia personale, allestita nella
splendida cornice dell’agorà del centro culturale Altinate San Gaetano di Padova dal 26
gennaio al 26 febbraio 2012, presenta una rosa di opere inedite del maestro
Antonio Tamburro e una selezione di elementi d’arredo progettati
dal designer di fama internazionale
Gaetano Pesce, prodotti
dall’azienda Meritalia.
La mostra dedicata ai due creativi, per la prima volta a confronto,
racconta
l’importanza del colore, sia attraverso
l’unicità dell’opera d’arte che la ripetibilità differenziata dell’oggetto d’uso
comune. Color-azione perché il colore e la luce di cui esso si nutre sono gli strumenti
fondamentali per creare nelle tele e negli oggetti gli effetti dinamici e gestuali che la mostra
racconta. Unisce, e allo stesso tempo differenzia, le opere dei due creativi, la sensibilità
verso un’estetica, quella del colore, solitamente di connotazione femminile, ma da loro
reinterpretata con nuova vitalità e energia. Gaetano Pesce trasforma il colore in un
conduttore di emozioni positive, grazie alla scelta di tonalità luminose e vivaci, mentre
Antonio Tamburro lo rende, con un segno materico e vibrante, forma e azione su
tela.
L’
inaugurazione si terrà
giovedì 26 gennaio alle ore 19.00. La presenterà Michelangelo Pepe, regista
RAI.
Cosa:
Mostra Color-Azione. L’azione-colore in Antonio Tamburro e Gaetano
PesceQuando: 26 gennaio-26 febbraio 2012 dal
martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.30
Dove: Agorà del centro culturale Altinate-San Gaetano, via Altinate 71,
Padova
Info:
www.spazioannabreda.com e
info@spazioannabreda.com
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23
gen
2012
Materiale del Mese | Il packaging? Si fa coi funghi!
Materiale del Mese | Il packaging? Si fa coi funghi!
Alla scoperta delle qualità dei miceli
Packaging in fungo, ovverosia funghi come
materiale per packaging. Vi suona impossibile? E invece, grazie a un processo naturale, è
possibile ottenere questo materiale riciclabile e dalle molteplici qualità.
Carta d’identità
Nome: Imballaggio derivante dai miceli dei
funghi
Famiglia: Naturali
Caratteristiche tecnico-funzionali:
- Compostabile
- Biodegradabile
- Riciclabile
- Da
riciclo
- Bio-Based
- Emissioni ridotte
- Energy
Saving
- Elastico
- Isolante termico
- Fonoisolante
- Isolante
elettrico
- Resistente all’impatto
Questo materiale è prodotto a
partire da scarti di cereali di agricoltura assieme ai miceli (mycelium) dei funghi, ovvero le
radici del fungo stesso, costituite da numerosi filamenti bianchi
che ramificano in ogni direzione. Queste, poste in determinate condizioni ambientali
(all’interno, al buio, senza acqua e senza aggiunta di sostanze chimiche sintetiche), in circa
5-7 giorni crescono assimilando gli scarti agricoli e, come un collante, legandoli assieme per
formare un insieme strutturale e compatto, formato da lunghissime e sottilissime fibre di
miceli.
Il processo potrebbe procedere all’infinito: per fermarlo è necessario
disidratare e apportare del calore all’ambiente di crescita; questo passaggio finale assicura
l’assenza di spore e di allergeni.
Questo materiale,
totalmente riciclabile e compostabile, offre quindi il vantaggio di poter prendere
qualsiasi forma voluta, dato che è sufficiente
pilotare la crescita del fungo all’interno e/o attorno a qualsivoglia oggetto. Per questo
nasce come materiale naturale per l’imballo protettivo.
La tecnologia che porta alla
realizzazione di questo materiale naturale non fa uso, rispetto alle bioplastiche tradizionali, dei
frutti di coltivazioni ma sfrutta gli scarti derivanti dall’agricoltura (es. pula del riso) o
dall’industria (es. dalla lavorazione del cotone); inoltre, se si confronta con il processo
per l’ottenimento del polistirolo espanso, questa tecnica è del tutto naturale, consuma
una quantità di energia 10 volte inferiore e produce ridotte emissioni
nell’atmosfera.
Attualmente trova applicazione come
packaging per oggetti di elettronica o per prodotti alimentari (bottiglie di vino
ecc.).
A cura del Matech
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